Da o dà?

 

 

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IL VERBO “DARE” NELLA TERZA PERSONA SINGOLARE SI PUÒ O SI DEVE SCRIVERE ACCENTATO: “DÀ”?

 

La terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo dare è , con l’accento obbligatorio. Questa forma verbale fa parte di una doppia serie di monosillabi (parole formate da una sola sillaba) che si scriverebbero nello stesso modo (sarebbero cioè omografi), avendo però significati del tutto differenti. Proprio per evitare possibili confusioni, interviene l’accentazione su un membro della coppia:

che  (nei suoi molteplici usi: che vuoi?dico che è meglio cosìil libro che ho letto…) / ché ‘perché’; (congiunzione coordinativa) / è (verbo); la (articolo) / là (avverbio); ne (pronome, dammene due; avverbio, me ne vado) / (congiunzione); se (pronome atono, se ne pentiranno; congiunzione, se accetta, siamo a cavallo)/ sé (pronome tonico: di sé non parla mai); si (pronome: come si fa?) / sì (avverbio, dimmi di sì); te (pronome, parlo proprio con te) / tè (bevanda).
Infine, da (preposizione, un secondo e sono da te) / dà (voce del verbo dare).
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Si può dire in italiano

 

Premessa necessaria: questa non è una crociata contro l’inglese. Parlare bene non solo l’italiano ma anche l’inglese (o qualsiasi altra lingua) è bellissimo e utilissimo. Ma non sempre è indispensabile introdurre una quantità di parole inglesi in un discorso o in un testo in italiano». (Annamaria Testa su NeU – Nuovo e Utile)

 

Annamaria Testa in questo articolo ha compilato una lista di termini inglesi di uso comune ormai, ma che possono essere facilmente sostituiti dall’equivalente termine italiano.

 

Eccola:

Voi parlate l’Itagliano?

La lingua amata

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Thomas Mann fa pronunciare al protagonista del romanzo Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull una specie di dichiarazione d’amore per l’italiano: «Son veramente innamorato di questa bellissima lingua, la più bella del mondo. Ho soltanto bisogno d’aprire la mia bocca e involontariamente diventa il fonte di tutta l’armonia di quest’idioma celeste. Sì, caro signore, per me non c’è dubbio che gli angeli nel cielo parlano italiano. Impossibile d’immaginare che queste beate creature si servano d’una lingua meno musicale». Naturalmente la definizione dell’italiano come lingua degli angeli riflette un’idea tradizionale e stereotipata, che Mann ripropone con una buona dose di ironia; tuttavia vale la pena di interrogarsi sulle ragioni che hanno contribuito a radicare nell’immaginario collettivo della cultura occidentale un così lusinghiero luogo comune. Tanto più apprezzabile in tempi avari di altre gratificazioni

Scrivere in italiano

Ides of March

 

 

LE IDI DI MARZO

tu quoque, Brute, fili mi?

Il 15 marzo del 44 a.C.  Gaio Giulio Cesare fu assassinato a Roma e per i Romani questa data costituiva le idi di marzo. Fu ucciso da una congiura di circa sessanta senatori custodi della tradizione repubblicana che temevano la fine della Repubblica e che  Giulio Cesare potesse nominarsi Re di Roma. Tra di loro anche senatori spinti da dissidi personali o invidia o rancore.  Tra i cospiratori c’era anche Bruto, figlio di un’amante dello stesso Cesare. Giulio Cesare fu assassinato a Torre Argentina, nella parte inferiore in quella che allora era la Curia di Pompeo.

Assassination of Julius Caesar

Il Gioco dei se

Perché

“La fantasia fa parte di noi come la ragione: guardare dentro la fantasia è un modo come un altro per guardare dentro noi stessi”

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Se comandasse Arlecchino il cielo sai come lo vuole? A toppe di cento colori cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse ministro dello Stato, farebbe le case di zucchero con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella la legge sarebbe questa: a chi ha brutti pensieri sia data una nuova testa.
(Gianni Rodari)